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"Legge sulla bioetica in Francia: non si spegne il dibattito"

La mia intervista su "iFamNews" realizzata da Barbara Santambrogio con la collaborazione di Francesco Civili

iFamNew, 14/07/2021

In Francia, la loi bioéthique voluta dal presidente Emmanuel Macron, osteggiata in Senato, infine approvata dall’Assemblea nazionale il 29 giugno, non ha ancora la sua versione ufficiale. Ne esistono per ora, in attesa della stesura definitiva, cinque testi differenti, frutto di un lungo lavoro di navette, che «iFamNews» ha puntualmente riportato, e di innumerevoli emendamenti.

Ciò che comunque ne risulta, al netto di alcuni adattamenti di grande portata e in attesa di leggerne le parole definitive, è una legge importante, pregnante e purtroppo aperta a interpretazioni pericolose per chi difenda la vita e il suo valore.

«iFamNews» ha voluto occuparsene ancora una volta e ha voluto farlo insieme a don Maroun Badr, sacerdote, nato in Libano, master in Teologia, licenza canonica in Scienze religiose, docente di Teologia morale e di Bioetica, attualmente dottorando in Bioetica nella facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificium Regina Apostolorum di Roma .

 

Don Badr, come sa «iFamNews» si è occupata a più riprese della legge sulla bioetica appena approvata in Francia, dove lei ha vissuto a partire dal 2014 e fino a tempi recenti. L’attenzione è stata catturata in special modo dalla questione della procreazione medicalmente assistita (PMA) per tutte, comprese donne single e in coppia omosessuale.

 

Sì, certamente. Il tema è stato molto dibattuto a Parigi e ovunque nel Paese, non soltanto in sé, ma per le prospettive che apre. Proprio per questo le associazioni pro-life e anche la Conferenza episcopale francese (CEF) non si sono stancate di chiedere una revisione del testo di legge, e continuano a farlo. Questo crea anche molti attriti nella società e risulta fortemente divisivo. Una legge come questa a qualcuno sembra quasi imposta, una finestra di Overton che non può che portare a scenari molto molto preoccupanti….

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